Il Giudice del Tribunale di Brescia ha dichiarato aperta con decreto la procedura di liquidazione del patrimonio ex art. 14 ter L. 3/12 incardinata nell’interesse di una nostra cliente, la quale si era affidata al nostro Studio Legale per far fronte alla propria complicata situazione debitoria.

Per il nostro Studio Legale si tratta della seconda procedura aperta in questo nuovo anno appena iniziato.

La nostra cliente aveva sacrificato la propria carriera da insegnante per aiutare il marito nella propria carriera di ristoratore. Per coronare il loro sogno di avere un ristorante – hotel tutto per sé i coniugi avevano chiesto due mutui importanti per l’acquisto dell’immobile e per l’avvio della loro nuova attività. A garanzia di tali mutui la nostra assistita aveva concesso ipoteca sulla casa di sua proprietà, anche casa di residenza familiare. L’attività era iniziata nel migliore dei modi. Tuttavia, a distanza di qualche anno, dal 2010, la crisi del settore comportò un brusco calo della clientela tale che i coniugi non riuscirono più a far fronte ai propri impegni economici. Così è iniziato l’avvio dell’esecuzione sulla casa di proprietà della nostra assistita da parte dell’Istituto bancario mutuatario che ha comportato in pochissimo tempo la vendita del bene immobile, con enorme dispiacere per la nostra assistita e il marito, i quali si sono così determinati a chiedere assistenza al nostro studio proprio perché il prezzo ricavato dall’immobile non era risultato sufficiente a coprire il debito con la banca ed altre pendenze col fisco e con fornitori.

Su suggerimento del nostro studio la nostra assistita si è quindi decisa ad avviare una procedura da sovraindebitamento L. 3/12. Nell’arco di una manciata di settimane si è quindi predisposto tutto quanto necessario bloccare le avanzate di recupero credito da parte dei creditori della nostra assistita.

Nonostante l’immobile di proprietà della nostra cliente fosse già stato venduto all’asta,grazie all’apertura della procedura di liquidazione del patrimonio, tale sacrificio per la nostra assistita non risulterà vano. La L. 3/12 permette infatti al nominato Liquidatore di subentrare nella procedura esecutiva in modo che il prezzo ricavato dalla vendita all’asta del bene di proprietà della debitrice venga acquisito nella procedura da sovraindebitamento e ivi ripartito tra i vari creditori.

Tale operazione permetterà alla nostra assistita di veder bloccata ogni azione di recupero credito da parte dei suoi creditori (niente più rischio di pignoramenti) e di poter accedere al beneficio dell’esdebitazione chiedendo al Tribunale di cancellare tutti quei debiti che non potranno essere pagati.

Il provvedimento risulta di particolare interesse in quanto conferma che può essere avviata una procedura da sovraindebitamento anche in caso di immobile in asta o, addirittura, già venduto all’asta. Tale circostanza infatti, secondo i Giudici del Tribunale di Brescia, non preclude al debitore di poter avere accesso ad una delle procedure di sovraindebitamento L. 3/12.

La cliente avrà quindi la possibilità, a fine procedura, ad esdebitazione concessa, di ripartire da zero, senza debiti, senza timore alcuno di ricevere azioni giudiziarie da parte dei creditori, i quali, proprio grazie alla procedura, avranno potuto godere del massimo soddisfacimento possibile dei loro crediti.

 

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