È di questi giorni l’emanazione di un nuovo provvedimento di apertura della procedura di liquidazione del patrimonio, ex art. 14-ter L. 3/12, ottenuto dal nostro studio presso il Tribunale di Bergamo.

Nonostante l’emergenza sanitaria e la sospensione di ogni attività giudiziaria non urgente, il Tribunale di Bergamo ha ritenuto comunque necessario occuparsi di una procedura di sovraindebitamento L. 3/12 depositata dal nostro Studio a gennaio.

In un momento di particolare crisi, anche economica, il Tribunale di Bergamo, città particolarmente colpita dal Covid-19, si è dimostrato particolarmente sensibile nei confronti di una famiglia indebitata, nostra cliente, che, a causa delle difficoltà lavorative incontrate negli anni passati, unite alla nascita di un nuovo figlio, non è stata negli ultimi anni in grado di pagare puntualmente il mutuo prima casa, cumulando un debito residuo con l’istituto di credito erogante, di un certo impatto, dovuto anche all’aumentare degli interessi moratori prima sulle rate impagate e successivamente sull’intero capitale.

Il Tribunale ha ritenuto che, anche a fronte della crisi economica in atto derivante dal Covid-19, fosse necessario ed urgente occuparsi di questa questione familiare e, dopo aver verificato l’esistenza di tutti i presupposti richiesti per legge, ha ritenuto di accogliere la proposta di liquidazione avanzata, con l’aiuto del nostro Studio, dal nucleo familiare e attestata dal Gestore incaricato, fornendo così alla famiglia (padre madre e due figli minori) la possibilità di accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio ex art. 14 ter L. 3/12. Grazie a questa procedura l’intero nucleo familiare, al termine dei 4 anni di percorso, se dimostrerà di aver dato puntuale esecuzione al piano di pagamento proposto, potrà chiedere al Tribunale un provvedimento di esdebitazione, vale a dire lo stralcio di tutti quei debiti che, in corso di procedura, non è stato possibile pagare.

Il provvedimento risulta di particolare pregio anche dal punto di vista tecnico, perchè il Tribunale di Bergamo sancisce la possibilità che per debiti familiari (contratti cioè, come nel caso di specie, da marito e moglie) possa essere avviata una sola unica procedura, che permetta quindi, anche nell’ottica di economia processuale e di abbattimento dei costi, la trattazione congiunta dei due ricorsi presentati dal marito e dalla moglie per debiti a loro comuni in quanto derivanti da scelte di vita compiute nell’ambito del nucleo familiare, le cui conseguenze, pertanto, vanno a colpire la famiglia intera.

Si ricorda, al riguardo, che la riforma delle procedure concorsuali, tra cui la riforma della L. 3/12, che avrebbe dovuto entrare in vigore nell’estate 2020, prevede espressamente, a differenza della normativa oggi in vigore, la possibilità per i nuclei familiari di avviare un’unica procedura per le problematiche di indebitamento dei nuclei familiari.

L’entrata in vigore di tale riforma delle procedure concorsuali, tuttavia, è stata rinviata, in conseguenza all’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Ciò comporta che, allo stato, si siano create prassi diverse presso i vari Tribunali italiani in materia di procedure da sovraindebitamento avviate in contemporanea da marito e moglie per debiti assunti per la famiglia. Alcuni Tribunali infatti prediligono un’applicazione letterale della norma oggi in vigore, imponendo a marito e moglie che abbiano gli stessi debiti di presentare due procedure distinte; altri Tribunali, invece, come quello di Bergamo, hanno sviluppato prassi virtuose, come nel caso del provvedimento in commento, che concedono la possibilità ai nuclei familiari di avviare un’unica procedura che dia la possibilità a marito e moglie di accedere simultaneamente all’esdebitazione con un’unica procedura dalla trattazione più organica.

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