Il pignoramento degli immobili, compresa la prima casa, è lo strumento che spesso le banche e i creditori utilizzano per cercare di recuperare il proprio credito dal debitore inadempiente. Non tutti sanno però che la legge prevede che il pignoramento debba essere proporzionato al credito per il quale il creditore agisce. In caso contrario, infatti, si configura un abuso di diritto che rende il pignoramento illegittimo e ne giustifica la richiesta di riduzione, secondo quanto disposto dall’art. 496 c.p.c..

Pubblichiamo oggi un provvedimento, recentemente emesso dal Tribunale di Brescia, con il quale è stata accolta l’istanza di riduzione del pignoramento presentata dal nostro Studio nell’interesse di un nostro assistito. Nello specifico il nostro cliente, a fronte di un debito di poco più di 30.000 euro, si è visto pignorare tutti gli immobili di sua proprietà – nello specifico la prima casa, altri due appartamenti e un terreno – per un valore complessivo di circa € 350.000.

Essendo evidente la sproporzione tra il valore degli immobili pignorati e il debito del nostro assistito, con l’ausilio dell’avv. Laura Girelli del nostro studio, si è quindi depositata al Giudice una richiesta di riduzione del pignoramento che è stata accolta. Il nostro assistito ha così potuto ottenere la liberazione dal pignoramento di tre dei quattro immobili sottoposti ad esecuzione. Il Giudice ha infatti disposto che l’esecuzione immobiliare continuasse ma solo in relazione ad uno dei quattro immobili di proprietà del nostro assistito, del valore di circa 120.000 euro, sufficiente a garantire il pagamento del debito contratto dal nostro assistito e di tutte le spese di procedura.

Il Giudice ha altresì disposto d’ufficio che il Conservatore dei Registri Immobiliari proceda all’annotazione di inefficacia del pignoramento a margine della trascrizione effettuato dal creditore pignorante.

Grazie al risultato conseguito tre dei quattro immobili di proprietà del nostro assistito sono tornati nella sua piena disponibilità, privi di ogni trascrizione pregiudizievole. In questo modo il nostro cliente avrà la possibilità di disporre di tali immobili liberamente.

L’esito del procedimento instaurato dal nostro Studio Legale ci rende particolarmente fiere in quanto, nello specifico, il nostro assistito aveva necessità di tornare nel pieno possesso dei suoi beni per poterli vendere sul libero mercato o porli a garanzia di un finanziamento / mutuo, al fine di recuperare così la liquidità di cui necessitava, nel caso specifico, per poter assicurare alla madre invalida le cure e l’assistenza necessaria, che, diversamente, con la sola pensione della madre e con il solo proprio reddito, non avrebbe potuto garantire.

 

STUDIO LEGALE GIRELLI

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