Gli assegni per il nucleo familiare sono un sostegno economico per la famiglia a cui si può accedere in base in misura proporzionale al reddito percepito.

Vediamo quali sono le categorie che ne hanno diritto:

  • dipendenti privati
  • lavoratori domestici
  • dipendenti agricoli
  • lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS
  • ex dipendenti di aziende cessate o fallite
  • pensionati ex lavoratori dipendenti
  • titolari di prestazioni previdenziali
  • chi percepisce altre tipologie di pagamento diretto

Il diritto a percepire gli assegni dipende dal tipo di nucleo famigliare, dal numero dei componenti e dal reddito complessivo della famiglia.
Per quanto riguarda il nucleo famigliare, esso, oltre che dal richiedente, può essere composto da:

  • il coniuge o dal partner di unione civile
  • figli minori
  • figli maggiorenni con inabilità assoluta o permanente (purchè non coniugati)
  • figli tra i 18 e 21 anni se i figli sono almeno 4 e con età inferiore ai 26 anni
  • fratelli/sorelle/nipoti inabili a proficuo lavoro solo se orfani di entrambi i genitori, non coniugati e non aventi diritto a pensione
  • nipoti minori a carico del richiedente

Più sarà alto il reddito del nucleo famigliare, minore sarà l’importo dell’assegno. Gli scaglioni del reddito vengono rivalutati di anno in anno dall’Istat.
Il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente e assimilato. I redditi del nucleo familiare da considerare sono quelli assoggettabili all’Irpef, al lordo delle detrazioni d’imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali.
Devono essere considerati i redditi prodotti nell’anno solare precedente al 1° luglio di ogni anno e che hanno valore fino al 30 giugno dell’anno successivo.
Se la richiesta di assegno per il nucleo familiare riguarda periodi compresi nel primo semestre dell’anno i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti due anni prima. Invece, se i periodi sono compresi da luglio a dicembre, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti nell’anno precedente.

Non vanno inclusi nel reddito alcuni redditi, tra cui:

  • T.F.R.;
  • Rendite Inail, pensioni di guerra o militari;
  • Indennità per invalidità;
  • Arretrati di cassa integrazione;
  • Gli indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • Gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato destinati al mantenimento dei figli.

La domanda per gli assegni va spedita esclusivamente in via telematica collegandosi al sito web Inps o rivolgendosi ad un Patronato.
Per sapere l’ammontare dell’assegno nucleo familiare (ANF) spettante per il 2020, l’INPS ha emesso la circolare n. 60 del 21 maggio 2020, alla quale sono allegate le tabelle ANF che riportano le varie fasce di reddito e i diversi importi dell’assegno in base al numero di persone che compone il nucleo. La tabella è scaricabile dal sito internet dell’INPS (ecco il link diretto: https://www.inps.it/bussola/visualizzadoc.aspx?sVirtuAlURL=/Circolari/../CircolariZIP/Circolare%20numero%2060%20del%2021-05-2020_Allegato%20n%201.xls )

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