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Per capire, innanzitutto, se abbiamo dei debiti nei confronti della pubblica amministrazione, per prima cosa dobbiamo chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione, ex Equitalia, il c.d. estratto di ruolo, ovvero un documento nel quale sono riassunti tutti i debiti che il contribuente ha verso l’agente della riscossione, con specifica indicazione delle cartelle esattoriali aperte a nostro nome.

Il presupposto essenziale affinchè l’Agenzia delle Entrate Riscossione possa procedere al recupero coatto del credito, è che le cartelle esattoriali siano state validamente e correttamente notificate. Ricordiamo che le cartelle debbono essere impugnate entro termini precisi: 30 giorni per le multe, 60 per i tributi e 40 per i contributi previdenziali o assistenziali.  Nel caso in cui sia mancata la notifica della cartella esattoriale, è ammissibile l’impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata validamente notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta.

Ricordiamo che l’estratto di ruolo ha a che fare non con Agenzia Entrate, bensì come sopra specificato con Agenzia Entrate Riscossione, che “entra in gioco” solo quando le cartelle esattoriali a noi intestate e non pagate passano alla fase successiva, appunto la Riscossione da parte del Fisco.

L’estratto di ruolo viene consegnato soltanto su richiesta del debitore e costituisce semplicemente un elaborato informatico, contenente gli elementi della cartella, quindi anche gli “elementi” del ruolo afferente quella cartella.

Il “ruolo“, invece, è un atto impositivo, un provvedimento dell’ente impositore, quindi un atto potestativo contenente una pretesa economica dell’ente.

La differenza sostanziale tra estratto di ruolo e ruolo, spesso confusi, sta proprio nella natura impositiva propria solo del secondo. L’estratto di ruolo, infatti, è solo un documento formato dal concessionario della riscossione, che non contiene nessuna pretesa impositiva, diretta o indiretta, ma solo un elenco di ruoli.

Venendo al contenuto dell’estratto di ruolo, esso riporta in alto a sinistra:

– il concessionario della riscossione (Equitalia Servizi di Riscossione – Agente della Riscossione per la Provincia di…);

– i dati del contribuente, con relativo indirizzo e domicilio fiscale;

– l’ente creditore (per esempio Amministrazione finanziaria, Inps, Prefettura ecc.) e l’ufficio che ha emesso il ruolo.

Più in basso, prima del riquadro relativo ai dati dell’importo addebitato, sono indicati:

– il numero di ruolo e il relativo anno;

– la data del visto;

– il tipo di atto, per esempio: cartella di pagamento o avviso di addebito;

– il numero identificativo dell’atto (si tratta del numero a 20 cifre che va inserito nella richiesta di rottamazione);

– la data di notifica della cartella, dalla quale si può calcolare il tempo di prescrizione.

È poi riportata una tabella a sette colonne, nella quale vi sono:

– il codice tributo: si tratta del codice identificativo del credito, in merito al quale si trova la descrizione subito sotto la tabella;

– l’anno di riferimento del tributo;

– il carico iscritto a ruolo e il debito residuo. La maggior parte delle volte il debito residuo è più elevato rispetto al carico originariamente iscritto a ruolo in quanto la somma è incrementata per effetto degli interessi di mora, delle spese di notifica e di quelle esecutive. Se il debito residuo è inferiore a quello iscritto a ruolo, significa che è stato parzialmente pagato.

Nel caso in cui si voglia aderire alla definizione agevolata, si pagherà l’importo delle cartelle senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. In sintesi, sono dunque dovute, per effetto della definizione agevolata:

– le somme intimate a titolo di capitale e interesse;

– le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio, di spese di notifica della cartella e di spese di rimborso per le procedure esecutive.

Dall’estratto di ruolo è possibile individuare facilmente le somme dovute a titolo di sanzioni e interessi moratori che verrebbero decurtate per effetto della definizione agevolata. Nella tabella sono indicate, accanto al codice tributo, le iniziali di ogni tipologia:

A- altro

I – imposta

N- diritti di notifica

S – sanzioni

T- interessi

M- interessi di maggior rateazione.

 

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