sovraindebitamento

Il provvedimento che vogliamo condividere con Voi oggi è stato emesso, dietro ricorso dello Studio Legale Girelli, dal Tribunale di Brescia e riguarda una giovane donna, nostra assistita, madre di famiglia e lavoratrice, che a soli 29 anni si è ritrovata con debiti con il Fisco e con banche per oltre 250.000 euro e che, nonostante ciò, dopo anni passati a cercare di nascondersi e sfuggire ai creditori, ha trovato il coraggio di affrontare i propri problemi, trovando una concreta soluzione nella procedura da sovraindebitamento L. 3/12.

Le problematiche di Claudia – nome di fantasia – ebbero origine circa 10 anni fa, quando, allora solo diciottenne, venne convinta dal padre, già fortemente indebitato con il Fisco, a fare da prestanome a quest’ultimo per la propria attività imprenditoriale alberghiera. Ancora studentessa ed economicamente dipendente in tutto dalla propria famiglia d’origine, senza alcuna esperienza nel campo della ristorazione e della gestione di impresa, nell’incoscienza data dalla giovanissima età e riponendo nel padre un’eccessiva e cieca fiducia, Claudia si è trovata, al compimento dei 18 anni, titolare di partita iva come ditta individuale con la responsabilità dell’organizzazione e gestione di un grande albergo sulla riviera romagnola.

La gestione dell’attività imprenditoriale a lei intestata ma di fatto delegata in tutto al padre, comportava che formalmente finanziamenti, conti correnti, fidi bancari, rapporti con fornitori e con il fisco fossero legalmente e formalmente riconducibili solo a Claudia, la quale era l’unico soggetto tenuto per legge ad assumersi le responsabilità di quanto svolto dal padre. Pur senza mala fede, il padre di Claudia ben presto cumulò un quantitativo enorme di debiti a carico della figlia, in quanto l’attività non dava i frutti sperati e la cattiva gestione fiscale ne causò il tracollo.  Nel 2017 Claudia e il padre si convinsero che fosse necessario chiudere l’attività d’impresa, pagando i creditori che avessero avviato azioni di recupero credito e pensando di poter così risolvere definitivamente tutte le loro problematiche.

Solo dopo le prime richieste di pagamento da parte di alcuni fornitori delle attività, notificate a Claudia nel 2020, la nostra assistita è riuscita a prendere consapevolezza della persistenza di ulteriori debiti, sopravvissuti alla chiusura dell’albergo e solo a lei riconducibili personalmente in quanto unica titolare della ditta individuale. Su consiglio del nostro Studio Legale Claudia decideva di effettuare un controllo di routine presso l’Agenzia delle Entrate Riscossione al fine di verificare l’esistenza di eventuali debiti tributari e fiscali, che purtroppo si sono palesati dall’estratto di ruolo in misura imponente, ben superiore alle aspettative.

Claudia, nonostante si sentisse completamente persa e sopraffatta dalla situazione, essendo appena diventata madre e non potendo pensare ad un futuro sereno per lei e per suo figlio in presenza di simili problematiche di debito, ha deciso di agire. Ha preso in mano la situazione e, informandosi presso il nostro studio, si è determinata ad avvalersi della L. 3/12, ravvisando nella procedura da sovraindebitamento una possibile soluzione definitiva alla propria situazione.

Il Tribunale di Brescia ha accolto la proposta redatta per Claudia dall’Avv. Sara Girelli e dall’Avv. Laura Girelli, accertando che i debiti da lei contratti non sono stati accumulati in mala fede, ma sono dipesi da una serie di circostanze avverse da ricollegarsi in gran parte alle sfortunate sorti dell’attività alberghiera gestita di fatto dal padre ma intesta a Claudia. Il Tribunale ha così concesso a Claudia di pagare solo una minima parte dei debiti, ossia € 28.800,00 sui € 250.000,00 originari, attraverso il versamento di piccole rate mensili, proporzionate alle effettive capacità reddituali della nostra assistita.

Claudia, infatti, non è intestataria di alcun bene e ha solamente un lavoro part-time grazie al quale guadagna circa 900 euro al mese. Grazie all’aiuto del compagno, padre di suo figlio, che ha dichiarato di farsi carico di buona parte delle spese di mantenimento della famiglia, per Claudia sarà possibile versare alla procedura da sovraindebitamento un assegno mensile di € 400 per 6 anni. Con quanto verrà ricavato, il Liquidatore nominato dal Tribunale pagherà almeno una parte dei debiti di Claudia e, al termine dei 6 anni, a Claudia sarà data la possibilità di chiedere la cancellazione di oltre l’85% del debito residuo non pagato.

L’assegno mensile di 400 euro da versare alla procedura sarà l’unico impegno di pagamento a cui Claudia dovrà tener fede nel corso della procedura, in quanto tutti gli ulteriori pagamenti verso i creditori vengono sospesi per legge con l’accesso ad una procedura da sovraindebitamento. Certamente il percorso intrapreso da Claudia grazie alla L. 3/12 sarà impegnativo, ma non sarà un sacrificio vano, in quanto questa è l’unica strada che consentirà a Claudia e alla sua famiglia di ripartire, senza debiti e senza segnalazioni come cattivo pagatore. Oltre a consentirle di tornare a sperare in un futuro sereno e florido per sé e il proprio piccolo bimbo.

 

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